Concetti e dogmi del buon pallanuotista

  • Nuotare, pensare, agire, riflettere, intuire, anticipare, aiutare, resistere, combattere, marcare, tirare, guardare e capire. Quante cose deve fare un buon giocatore!

  • Applica la teoria ma non dimenticare la fantasia: lo scontato è prevedibile.

  • La tua squadra ha un nome che non è certamente il tuo.

  • Ogni assist ad un compagno vale più di un tiro sbagliato.

  • È preferibile marcare stretti che alzare la manina.

  • Ogni tiro in porta è un goal potenziale.

  • Sbagliare un tiro in porta è normale. Anormale è lasciare tirare gli altri.

  • Quando permetti il tiro all’avversario, non girare la testa sperando che la palla sia uscita o parata dal portiere. Ormai è tardi: se la palla entra, è colpa tua.

  • Ricorda che il tuo portiere è un giocatore comune. Anche lui può sbagliare.

  • Un buon portiere non deve parare bene e magari con stile. Deve solo parare.

  • Vale di più vincere 1 a 0 che 10 a 9 (concetto sempre valido del primo non prenderle). Attaccare è bello e doveroso, ma con la testa.

  • Il gatto è potenzialmente un buon pallanuotista: guarda con un occhio al pesce (la palla) e con l’altro alla padella (l’avversario).

  • Cerca sempre di conquistare la palla. Non l’avversario.

  • L’avversario va sempre rispettato ma mai temuto.

  • I tuoi avversari sono anche il cronometro ed il regolamento. Non dimenticarlo.

  • Se non ti concentri adeguatamente al fischio iniziale dell’arbitro commetti un grave errore e finisci pagarlo al fischio finale.

  • Subire un goal decisivo sul finire della partita fa recriminare. Ma può farti riflettere sugli errori precedenti.

  • Giudicare a priori l’arbitro è negativo. Importante è capirlo e adeguarsi.

  • Fermarsi in attacco a protestare per un presunto fallo subito equivale a prendere una rete in inferiorità numerica.

  • Le partite non si vincono il giorno della gara. Ma negli allenamenti precedenti.

  • Gioire per una vittoria è bello. Ma importante è pensare alla partita di domani.

  • Non drammatizzare le sconfitte. Cerca solo di farne tesoro.